FAQ

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FAQ 2018-05-24T18:54:10+00:00
Faq
Quali sono le differenze tra pellet e legna? 2016-02-16T11:28:01+00:00

I pellets vengono realizzati sottoponendo ad un’altissima pressione la segatura, ossia gli scarti di legno puro (senza vernici ) prodotti da segherie, falegnamerie ed altre attività connesse alla lavorazione del legno. Questo tipo di combustibile è assulutamente ecologico in quanto non si utilizza alcun tipo di collante per tenerlo compatto. Infatti la compattezza dei pellets nel tempo è garantita da una sostanza naturale che si trova nel legno : la legnite.
Oltre ad essere un combustibile ecologico il pellets presenta anche dei vantaggi tecnici. Mentre la legna normale presenta un potere calorifico di 4,4Kw/Kg ( con il 15 % di umidità con 18 mesi di stagionatura), quello del pellets è di 5,3 Kw/kg. La densità del pellets è di 650 kg /M3 ed il contenuto d’acqua è pari all’ 8% del suo peso. Per questo motivo non è necessario stagionare il pellets per ottenere una resa calorica sufficientemente adeguata. Il diametro va da un minimo di 5 mm aun massimo di 8 mm. Per garantire una combustione senza problemi è necessario che il pellets sia conservato in un luogo non umido.

Quali sono i vantaggi del pellet? 2018-05-24T18:54:13+00:00

La convenienza del pellet come combustibile si esprime a diversi livelli: il pellet costa meno rispetto agli altri combustibili fossili, può essere trasportato più agevolmente rispetto alla classica legna da ardere, è una risorsa rinnovabile ed ecologica che viene prodotta riutilizzando materiali di scarto, rispetta il Protocollo di Kyoto in quanto ad emissioni di Co2, produce pochi residui come ceneri o catrame, è una risorsa inesauribile non soggetta a limitazioni geografiche, il cui costo risulta piuttosto stabile nel tempo (sebbene, a questo proposito, vi sia chi ipotizza che la domanda superiore all’offerta possa far lievitare il prezzo in un futuro prossimo).

Quanto mi costa il pellet? 2016-02-16T11:24:50+00:00

Il pellet è un combustibile relativamente economico: con un prezzo medio di 3 euro è possibile acquistare un sacco di pellet di qualità da 15 Kg. Se si considera che una stufa a pellet consuma mediamente un chilogrammo di pellet all’ora, si ricava una spesa media mensile di qualche decina di euro per riscaldare un’abitazione di medie dimensioni.

Come devo conservare il pellet? 2016-02-16T11:23:46+00:00

I pellet devono essere conservati in un luogo asciutto e riscaldato, lontano da fonti di umidità.

Come posso riconoscere un pellet di qualità? 2016-02-16T11:22:33+00:00

La qualità del pellet è riconducibile ad alcuni parametri essenziali: potere calorifero, umidità (che non dovrebbe essere superiore all’8-10% per evitare sprechi in fase di combustione), residuo in ceneri (preferibilmente inferiore all’1% per evitare la formazione di incrostazioni nella stufa), eventuale presenza di corteccia (minore è, migliore è la qualità del pellet).

Per valutare la qualità dei pellet esiste un piccolo trucco. Collocando alcuni cilindretti di pellet in un recipiente colmo d’acqua si potrà constatare come quelli di alta qualità si depositeranno sul fondo, mentre quelli di qualità inferiore tenderanno a galleggiare. E’ inoltre consigliabile accertarsi che in fondo al sacchetto di pellet non vi sia una quantità eccessiva di legno in polvere (la facile sgretolabilità del materiale è indice di bassa qualità) e assicurarsi che il pellet sia lucido, liscio e compatto e presenti le caratteristiche indicate nella confezione (in termini di forma, misure, ecc.) La confezione del pellet deve essere assolutamente integra (il pellet tende ad assorbire umidità).

Come posso utilizzare il pellet? 2016-02-16T11:20:13+00:00

Il pellet non è utilizzato unicamente con stufe a pellet: esistono altri dispositivi alimentati attraverso questo tipo di combustibile, come caldaie e caminetti. Il pellet sta inoltre conoscendo un impiego sempre più ampio nel teleriscaldamento e nella produzione di energia.

Sono impiegati additivi artificiali pe rla realizzazione del pellet? 2016-02-16T11:19:28+00:00

Per la realizzazione del pellet non sono impiegati additivi artificiali (la lignina naturalmente presente nel legno rende compatti i cilindretti, senza la necessità di elementi chimici aggiuntivi, che potrebbero causare l’emissione di sostanze nocive a seguito della combustione).
I pellet possono essere realizzati con gli scarti della lavorazione del legno di faggio, abete, rovere, frassino, ontano.

Come si realizza il pellet? 2016-02-16T11:17:11+00:00

Il processo di realizzazione del pellet si compone di alcune fasi essenziali: polverizzazione (i residui della lavorazione della legna sono sminuzzati e resi polvere), cubettatura (la segatura viene pressata e acquista la tipica forma a cilindretto), il raffreddamento (successivo alla pressatura), il confezionamento e la successiva commercializzazione.

Cos’è il Pellet? 2016-02-16T11:15:58+00:00

Il pellet è il prodotto degli scarti industriali del legno, si presenta nella forma di piccoli cilindri di segatura essiccata e pressata.

Sono interessato a saperne di più sul solare termico. 2016-02-06T09:08:44+00:00

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Sono interessato a scoprire il fotovoltaico, chi mi aiuta? 2016-02-06T09:12:28+00:00

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Quanto costa un impianto solare termico? 2016-02-06T09:17:57+00:00

La tipologia d’impianto e la tecnologia dei pannelli fanno variare di molto il prezzo finale del sistema solare termico. Oggi è possibile ottenere impianti completi a partire da circa 1500 euro. Tuttavia, considerando gli incentivi fiscali che prevedono la detrazione dell’Irpef del 55%, e il risparmio immediato sulla bolletta energetica, la spesa diventa davvero esigua.

Come posso scegliere l’impianto? 2018-05-24T18:54:13+00:00

Stimando un consumo medio pro-capite d’acqua calda di circa 30/50 litri al giorno, un unico pannello solare può soddisfare le esigenze di una persona o anche due dal consumo morigerato. Infatti ogni pannello solare da un metro quadro può portare alla temperatura di circa 40° fino a 130 litri d’acqua al giorno, o meno litri ma ad una temperatura superiore.
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E di notte? Funziona il mio impianto solare termico? 2016-02-06T09:33:23+00:00

Chiaramente senza sole l’impianto non può generare acqua calda. Tuttavia il lavoro fatto nelle ore diurne e soleggiate non viene completamente perso: ci vorranno ore prima che l’acqua preriscaldata, contenuta in serbatoi coibentati, diventi completamente fredda. E’ quindi plausibile beneficiare del contributo dell’impianto fino a qualche ora dopo il tramontar del sole (e sulla base della tipologia d’impianto installato). Questo principio vale anche per le giornate uggiose o con poco sole. Euroshunt ti consiglia di integrare sempre, laddove possibile, l’impianto solare termico con un sistema con caldaia a gas.

Quanto tempo occorre per riscaldare l’acqua? 2016-02-06T09:38:04+00:00

Il tempo necessario per raggiungere la temperatura d’esercizio dell’acqua contenuta nel serbatoio è di una decina di ore. Tuttavia sono parecchi i fattori che possono influenzare questa stima: l’esposizione solare, la stagionalità, la latitudine e le condizioni atmosferiche sono tra i fattori che possono dimezzare la temperatura di picco raggiungibile dall’impianto.

Perché dovrei installare un impianto solare termico? 2016-02-06T09:39:22+00:00

Un Impianto Solare Termico utilizza il calore generato dal sole per trasformarlo in energia termica utile a riscaldare ambienti o per la produzione di acqua calda sanitaria. Puoi così ridurre sensibilmente la dipendenza da scaldabagno elettrico o caldaia a gas per lavare i piatti (a mano o in lavastoviglie) fare la doccia, i servizi domestici, etc. L’acqua calda, infatti, può arrivare a temperature vicine ai 70°, quasi il doppio di quanto necessario per fare una doccia.

Quanto costa un impianto fotovoltaico? 2016-02-06T09:42:50+00:00

Il costo di un impianto fotovoltaico dipende da molti fattori che sono anche peculiari di ogni location. Tuttavia i prezzi sono molto calati per compensare l’abbattimento delle tariffe incentivanti del V° Conto Energia.
Resta un investimento tra i più proficui che una famiglia o un’azienda possa fare perché l’impianto si ripaga da solo.
Inoltre puoi finanziarti l’importo al 100% e praticamente non sentirne l’impatto sul bilancio economico, se non quello positivo appena partono i contributi in conto scambio.

Chi si occupa delle autorizzazioni? Io non ho tempo! 2016-02-06T09:44:31+00:00

Nessun problema. Euroshunt si occuperà di tutte le pratiche amministrative, sia verso la Pubblica Amministrazione sia verso l’Ente distributore dell’energia elettrica attuale.

L’impianto fotovoltaico ha un costo periodico oltre quello iniziale? 2016-02-06T09:46:12+00:00

Assolutamente no! L’impianto non va pulito, né richiede manutenzione.
Se richiedi un finanziamento bancario allora hai l’obbligo di stipula di una copertura assicurativa ulteriore rispetto alla polizza furto/incendio che hai sul tuo immobile.
Unico intervento straordinario sarà la sostituzione dell’inverter dopo il 10° anno.

E se nel frattempo la bolletta dell’energia elettrica aumenta? Rende inutile il mio investimento? 2016-02-06T09:47:37+00:00

Assolutamente no. Infatti il guadagno da risparmio in bolletta pesa per circa 1/5 sul guadagno totale (che comprende le tariffe incentivanti del GSE). Pertanto un caro bolletta del 2,5% inciderà soltanto per lo 0,5%.

E se mi rubano i pannelli o la grandine li compromette? 2016-02-06T09:50:38+00:00

Nessun rischio! Vandalismi, fermo produzione o danni da agenti atmosferici sono coperti dall’assicurazione! Inoltre i pannelli sono testati dalle severe norme CEI-EN 61646.
L’inverte invece ha una garanzia che lo copre per 5 anni e va sostituito dopo circa 12.

La resa dell’impianto è costante o diminuisce negli anni? 2016-02-06T09:52:40+00:00

Gli impianti di buona costruzione non sono soggetti ad usura, ma registrano solo una minima perdita di efficienza di circa lo 0,7% l’anno (comunque indicata dal costruttore). Questa lieve perdita è tuttavia compensata dall’aumento in bolletta del costo dell’energia (2% annuo medio).

Quanto produce l’Impianto e come dimensionarlo? 2018-05-24T18:54:13+00:00

Dipende dalla Potenza Massima dell’impianto fotovoltaico, che si misura in kWp. Ogni kWp produce circa 1.300 kWh/anno. Una famiglia di 4 persone consuma mediamente 3.900 kWh l’anno (fino a 4.700 se usa l’impianto di condizionamento).
Con un Impianto Fotovoltaico da 3 kWp si soddisfa il fabbisogno annuo di questa famiglia: 3 kWp x 1.300 kWh = 3.900 kWh l’anno.

Calcoliamo quindi i ricavi

Scambio Sul Posto: l’energia prodotta dall’impianto è utilizzata sul posto per ridurre la bolletta: il risparmio è quindi pari alla produzione stessa dell’impianto (3.900 kWh) moltiplicato per la tariffa applicata dal distributore abituale di energia elettrica.
Il risparmio in bolletta si calcola dividendo i kWh annuali per la somma degli importi delle bollette (IVA compresa) di un anno.
Ipotizziamo verosimilmente un costo medio annuo pari a 0,16 €/kWh, avremo che il risparmio in bolletta sarà: 3.900 kWh/anno x 0,16 €/kWh = €600/anno.

E’ previdente affrettarsi? 2016-02-06T09:54:59+00:00

Ogni anno la situazione legislativa in merito alle detrazioni fiscali può mutare e non sempre i cambiamenti vanno in meglio. E’ previdente per questo anticiparsi finché sono certi gli sgravi fiscali attualmente in vigore.

Quanto tempo è necessario per ripagarsi dei costi sostenuti? 2016-02-06T09:55:44+00:00

L’ammortamento dell’investimento varia a seconda della latitudine dell’impianto (esposizione e geolocalizzazione) e della tipologia dell’impianto. In media può variare da circa 7 ad un massimo di 12 anni.